Iter diagnostico

La compilazione di un articolato questionario anamnestico è il primo passo dell' iter diagnostico. Dalla raccolta di dettagliate informazioni sul quadro sintomatologico, dalla loro successiva analisi ed alla luce di un esame obiettivo completo  è già possibile formulare, per un buon numero di pazienti, una diagnosi eziologica, senza necessità di ulteriori accertamenti: una buona risposta alla "terapia causale" è la conferma di una diagnosi corretta.

 

Quando si rende necessario proseguire nelle indagini, è fondamentale seguire un preciso protocollo, che deve basarsi su algoritmi diagnostici validati, frutto di una collaborazione interdisciplinare. L'esame radiologico del torace e l'esame spirometrico sono le indagini che ricorrono con maggior frequenza; la loro valutazione risulta  infatti molto importante, anche ai fini dei criteri di esclusione diagnostica. Tali indagini preliminari possono poi essere completate da prove di reversibilità bronchiale o di broncoprovocazione, test allergici, broncoscopia, ecc.  Anche qualora ci si orienti per una eziologia "non polmonare", gli accertamenti specifici per i singoli organi ed apparati verranno eseguiti con lo stesso criterio, valutando di volta in volta il grado di invasività ed il rapporto costo-beneficio.
 

Intervista al Dott. Zanasi - Tutta Salute, Rai 3 - 30/11/18

 

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